sabato 22 febbraio 2014

Intossicazione da volgarità

Da qualche tempo, per impegni vari e pressanti (palestra, corso di scrittura, corso di pittura, teatro) non ho più tempo per abruttirmi davanti alla tv o leggendo libri spazzatura.

Salvo la triste parentesi di San Valentino passato a divorare una orribile vicenda sentimentale, scontata e banale, la mia mente è stata esposta a molti stimoli diversi, e tutti di alto livello. 
A volte altissimo, per me, che, in pratica, a certe manifestazioni culturali non sono più abituata dal liceo.

La cosa che mi ha più colpito, soprattutto scrivendo, è il fiorire di una nuova ricchezza di linguaggio. Con una vera e propria opera di recupero dentro di me, ho potuto tornare in possesso di un vocabolario abbastanza ricco e, cosa ancora più interessante, ho ripristinato una dialettica accettabile.

Tutte cose che mi sono resa conto di aver perso frequentando persone di scarso valore culturale e morale.

Insomma, il "contagio da ignoranza" esiste eccome, e selezionare bene cosa si mette nella propria testa è fondamentale per non... decadere nella volgarità.

Nuovo governo, perplessità

Bisogna dar modo a chiunque di dimostrare quanto vale e, dunque, le mie perplessità sono senza dubbio premature.

Tuttavia, ma in questo Paese di improvvisati che è l'Italia, non potevamo per una volta mandare al Governo una serie di persone di provata competenza?

Eppure in Italia non mancano.
Vedendo foto e nomi dei nuovi eletti mi pare che il denominatore comune sia l'età (giovane) e una certa mancanza di pedigree.

Il caso più eclatante mi paiono gli Esteri, dove chi c'era sarebbe dovuto rimanere.

Sono desiderosa di ricredermi, davvero.

martedì 18 febbraio 2014

Umiliante

Non trovo un aggettivo migliore per descrivere l'esperienza di chi, come me, nella maggior parte dei casi, quando entra in un negozio e chiede una camicia si trova a fronteggiare lo sguardo perplesso/lievemente strafottente della commessa.
 
Perché?
Perché nella maggior parte dei casi la mia fisicità risulta incompatibile con le dimensioni di uno dei capi di abbigliamento più amati, la camicia.
 
Tra modelli super extra slim elasticizzati e non, il mio povero "cuscino" proprio non ci sta.
 
Vi chiederete: sei grassa?
 
Stando ai numeri puri no.
Stando all'attuale gusto comune, sì.
 
Ho un seno abbondante, su un corpo piccolo e relativamente equilibrato, molto "curvilineo".
Per intenderci, una linea a clessidra, dotata di seno e sedere e fianchi.
Una donna normale ecco e non uno spazzolino da denti.
 
Eppure, è terribile quella sensazione di imbarazzo e inadeguatezza che ti coglie quando entri in un negozio qualsiasi e prima di guardano accigliati e poi ti allungano una 46, dicendoti che, se necessario, hanno anche una taglia più grande.
 
Ma poi mi calano le maniche al ginocchio, le spalle mi arrivano ai gomiti, e la camicia mi fa da abito...
 
Non mi va la 46....
 
E' grossa. E pure la 44 talvolta.
 
Quello che io rivendico è la realizzazione di modelli non "da signora" per donne normali.
Mi guardo intorno e di tavole da surf, lunghe e strette, ne vedo ben poche.
 
Al contrario vedo tante "sorelle" alte 1 metro e 60, con il 36 di scarpe e una abbondante 3^ tendente alla 4^.
 
Compriamo anche noi...
E dopo 12 mesi smettiamo di avere 12 e 13 anni, cresciamo, vogliamo vestirci come esseri umani e non come tende! Magari di marrone pure.
 
Siamo normali. Siamo la maggioranza.
Sapete cosa lo dimostra incontrovertibilmente?
 
Il fatto che, nei negozi, rimangono tutte le taglie dalla 42 compresa in giù.
 
Ergo, non siamo noi a doverci adeguare a ogni costo al vestito, ma lui a noi!
 
Fate taglie normali, bastardi!
E, per favore, non chiedetemi più se mi sono rifatta il seno.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Elkann e i giovani

Ecco una nuova intelligente esternazione sulla condizione giovanile italiana, guarda caso travisata anche stavolta dagli organi di stampa che ha fatto andare in bestia, giustamente, quei poveracci della mia martoriata generazione.
 
E stavolta non è uscita dalle labbra del defunto ministro oppure della beneamata riformatrice del sistema pensionistico, ma dal multi privilegiato Elkann. Un giovane che, non metto in dubbio sia ricco di qualità e di spirito di sacrificio, che ha lavorato duramente su se stesso, ma che, è evidente, non ricopre il suo posto per merito.
 
E' la sua nascita ad avergli permesso di diventare quello che è e di arrivare dov'è.
Se si fosse semplicemente laureato a Torino al Politecnico, con o senza ascendenza americana, sarebbe ad arrabattarsi esattamente come tutti gli altri, emigrato, in procinto di emigrare oppure impegnato in un'occupazione non alla sua altezza, come la maggior parte di noi comuni mortali.
 
Può darsi che la stampa abbia travisato (se non la sappiamo gestire è meglio tacere...) ma quello che mi pare è che ci sia una costante capacità di calarsi nel mondo reale, che, ci tengo a sottolinearlo, si vede meglio da dentro Mirafiori che non dall'ultimo piano del Lingotto.

lunedì 17 febbraio 2014

Nuovo "santino" italiano

Riformerà il lavoro, risolleverà l'industria nel pavese, si imparenterà con Alfano, farà una nuova legge elettorale, e, infine, governerà fino al 2018, l'ultima grande speranza che ho trovato or ora sui giornali.
 
Signori, il Paese dei poeti e marinai (anche per le promesse) ha un nuovo santo, a cui tutti indirizzano una preghiera, oggi, dalle pagine di tutti i giornali, più o meno grandi, stamattina.
 
Dalla guarigione degli infermi alla riforma della tassazione, ognuno ha la sua causa da perorare, città fallite, problemi fiscali, decreto svuota carceri.
Insomma, chi più ne ha più ne metta.

Il tutto, naturalmente, in un battito d'ali.

Mentre vengono innalzati altari mediatici al nuovo salvatore della Patria, benedetto anche da Mister B., inizio a chiedermi se siano più ingenui gli americani, come il mondo vorrebbe credere, o noi italiani, da sempre convinti che uno solo possa salvarci dai nostri eterni guai, senza che noi tutti cittadini si collabori fattivamente in alcun modo.

Popolo di santi, poeti, navigatori e... superstiziosi, mi viene da pensare.

domenica 16 febbraio 2014

Amore

Questo pazzo, pazzo cuore che continua a batterti nel petto, e a sperare, nonostante tutto quello che è successo e quello che non è successo...

Che non ha imparato nulla, o che, forse, ha imparato tutto....

sabato 15 febbraio 2014

My favourite Spoon river

IL GIUDICE SELAH LIVELY (Un giudice) (traduzione di Fernanda Pivano)

Immagina di essere alto un metro e cinquantotto
e di avere iniziato a lavorare come garzone in una drogheria
studiando legge a lume di candela
finchè non sei diventato avvocato.
E poi immagina che, grazie alla tua diligenza
e alla frequentazione regolare della chiesa,
tu sia diventato il legale di Thomas Rhodes,
che collezionava cambiali e ipoteche,
e rappresentava tutte le vedove
davanti alla Corte. E che in tutto questo
ti canzonassero per la tua statura e ridessero dei tuoi vestiti
e dei tuoi stivali lucidi. E poi immagina
di essere diventato Giudice di Contea.
E che Jefferson Howard e Kinsey Keene,
e Harmon Whitney, e tutti i giganti
che ti avevano schernito, fossero obbligati a stare in piedi
davanti al banco e a dire "Vostro Onore" -
Beh, non pensi che sarebbe naturale
che io rendessi loro la vita difficile?



JUDGE SELAH LIVELY
Suppose you stood just five feet two
And had worked your way as a grocery clerk
Studying law by candle light
Until you became an attorney at law?
And then suppose through your diligence,
And regular church attendance,
You became attorney for Thomas Rhodes,
Collecting notes and mortgages,
And representing all the widows
In the Probate Court? And through it all
They jeered at your size, and laughed at your clothes
And your polished boots? And then suppose
You became the County Judge?
And Jefferson Howard and Kinsey Keene,
And Harmon Whitney, and all the giants
Who had sneered at you, were forced to stand
Before the bar and say "Your Honor" -
Well, don't you think it was natural
That I made it hard for them?